Formazione

L’associazione AIFEP, offre l’opportunità di una formazione di altissima qualità in linea con i più moderni metodi di apprendimento, curata da uno staff di docenti che praticano l’attività professionale e l’attività di formazione da molti anni, coadiuvati da assistenti ed amministratori di ampia esperienza. 
La formazione è mirata all’acquisizione degli strumenti operativi in modo innovativo ed efficace. 
Gli stage svolti in modalità full immersion si alternano a tirocini di pratica assistita e allo studio del materiale didattico personalizzato per l’approfondimento e l’autoapprendimento


La proposta formativa è predisposta e promossa dalla Commissione Didattica, previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione. 
Nella proposta devono essere incluse le linee guida:

  • Del “Test di accesso e selezione” che coloro che richiedono di aderire all’AIFEP come soci Ordinari devono sostenere;
  • Della valutazione della Formazione Permanente degli “Operatori DBN – Area Pranopratica AIFEP”;
  • Della “Prova di attestazione” per la qualifica di “Operatore DBN – Area Pranopratica AIFEP”.

La Commissione Didattica deve predisporre:  

  1. Il Percorso Formativo qualificante con scadenza triennale;
  2. La Formazione Permanente, con scadenza annuale;
  3. Percorso Formativo qualificante.

Per essere ammesso all'Associazione come Socio Ordinario il candidato dovrà presentare domanda al Consiglio di Amministrazione secondo le modalità previste dall’art. 2 del presente Regolamento, essere in possesso di titoli richiesti nell’area delle DBN ed aver completato un corso di Formazione per Operatore di Pranopratica.
Pertanto oltre alla documentazione sopra citata, il richiedente dovrà:

  1. Sottoporsi ad un “Test di accesso e selezione” che verifichi l’attitudine professionale; si dovranno sottoporre al Test anche da coloro che presenteranno richiesta di iscrizione come Socio Ordinario e abbiano sostenuto esami e ottenuto riconoscimenti professionali presso altra Associazione. In ogni caso la Commissione di Valutazione, che si fa carico dell’iter di ammissione, si riserva di richiedere un colloquio di approfondimento ;
  2. Conseguire il titolo professionale di “Operatore DBN – Area Pranopratica AIFEP” nelle seguenti modalità:
    • Completando con successo il percorso di Formazione per Operatore DBN – Area Pranopratica;

 Oppure

  • Seguendo con profitto un percorso integrativo di Formazione per “Operatore DBN – Area Pranopratica”, nel caso in cui la Commissione di Valutazione abbia ritenuto adeguati i requisiti formativi e valide le pregresse competenze acquisite.

 Entrambi i percorsi si aggiungono ai precedenti titoli di studio e/o professionali del candidato, arricchendo e completando le precedenti formazioni e competenze in materia di Pranopratica, allineandole e adeguandole alle caratteristiche previste per l’“Operatore DBN – Area Pranopratica AIFEP”.

Profili e Piani dell’Offerta Formativa - Per Operatori in Discipline Bio-Naturali - Definiti dal Comitato Tecnico delle DBN - In attuazione della Legge Regione Lombardia 2/2005 “Norme in materia di Discipline Bio-Naturali” Milano - 29 giugno 2009 -".

PIANO DI OFFERTA FORMATIVA
Possono accedere al corso di Pranopratica le persone maggiorenni che abbiano assolto l’obbligo scolastico, previo colloquio e test attitudinale secondo le modalità della scuola di riferimento. Il monte ore per la formazione è di minimo 600 ore, comprensive di pratica e stages di cui almeno il 50% di lezioni frontali. 
Il Corso è articolato nei seguenti moduli didattici: :

  • AREA COMUNE - Tale modulo è volto alla formazione teorica generale e di base dell’Operatore in DBN e comprende modelli culturali e scientifici convenzionali e materie comuni ai piani formativi delle altre DBN.
  • AREA DI INDIRIZZO - Tale modulo qualificante di indirizzo comprende l’apprendimento teorico e tecnico specifico, le materie fondamentali, la conoscenza di tecniche di comunicazione e di modalità di relazione con i fruitori, le materie di complemento alla formazione, le esercitazioni teorico-pratiche.
  • AREA PROFESSIONALIZZANTE - Tale modulo professionalizzante comprende le seguenti attività formative:
    1. Approfondimento con consulenti ed esperti;
    2. Stages;
    3. Pratiche guidate;
    4. Tirocinio con tutor.

Premessa

LA FORMAZIONE DELLE DISCIPLINE BIONATURALI (rif. CTS Lombardia 16 luglio 2012) 
Le Discipline Bionaturali sono arti autonome non ideologicamente compromesse al servizio di opere educative estemporanee o frutto di occasionalità. Sono discipline dell’Uomo e per l’Uomo le quali, mentre non chiudono gli occhi nei confronti della dimensione corporea nell’individuo, ne esaltano anzi questa assieme alle dimensioni soggettive e interiori, ben sapendo che tra la prima e le seconde non c’è distacco né contrapposizione, ma dialettica compresenza. 
L’intera cultura della tradizione dei popoli della terra ha avuto sempre un carattere e una giustificazione eminentemente educativa, in quanto è sempre stata rivolta alla formazione dell’Uomo in quanto individuo e membro della società. La filosofia si è sempre posta di fronte all’Uomo nella sua essenza come pedagogia. 
La pedagogia e la stessa educazione in generale non devono essere mai al servizio di altre scienze o teorie filosofiche idealizzate, ma solo al servizio della maturazione interiore dell’Uomo e della sua parte più autentica. 
In questo ambito, il compito della formazione nelle Discipline Bionaturali consiste nel saper giungere e nel saper condurre l’Uomo attraverso la pratica della disciplina alla consapevole conquista della sua umanità, la comprensione di se stesso, quella della sua origine e del suo processo esistenziale intrinseco. Ossia il raggiungimento delle capacità di essere cosciente del suo significato come essere umano e quindi del suo valore e della sua responsabilità che gravano su di lui sul suo stato di salute globalmente inteso.

IDENTITÁ DEL FORMATORE IN DISCIPLINE BIONATURALI (rif. CTS Lombardia 16 luglio 12) 
Il Formatore di Discipline Bionaturali è un professionista con adeguata preparazione e curriculum in grado di mettere in atto negli allievi delle scuole DBN un autentico processo di "autoeducazione", all’interno del quale sono trasmessi quei contenuti di esperienza e patrimonio che la comunità sociale si è data attraverso i millenni di storia e che costituiscono il così detto "sapere della tradizione", in altre parole, da un punto di vista storico, la cultura di un gruppo sociale. 
Nel processo formativo delle Discipline Bionaturali "essere nella relazione" da un punto di vista professionale deve rappresentare un punto di riferimento costante e qualificante per un’azione formativa efficace.
L’apprendimento delle Discipline Bionaturali comporta certamente aspetti formativi di tipo tecnico ma, soprattutto, comporta un aspetto di tipo eidetico, il quale è riferito alla direzione di senso originaria e intrinseca del processo educativo universale dell’Uomo. (Nella teoria di E. Husserl, eidetico:di ciò che riguarda le essenze, oggetti ideali della mente indipendenti dalla realtà esterna). Gli orientamenti operativi e le capacità pratiche corrispondono a sue abilità e competenze acquisite nell’area, specifica delle Discipline Bio Naturali, costituiti da puntuali procedure tecniche formative delle DBN stesse e soltanto a esse, collegate grazie a norme che regolano la formazione professionale in ogni specifica DBN. 
Formazione professionale non legata all’area sanitaria, anzi, distinta e autonoma da questa sia dal punto di vista storico e culturale, sia dal punto di vista tecnico e teorico (evidenziato ciò dalla Legge Regionale sulle DBN). Formazione che può essere messa in opera soltanto da esperti del settore delle Discipline Bionaturali, unici professionisti culturalmente preparati e osservanti la tradizione di questo sapere, capaci di controllare l’operatività professionale anche di un futuro volesse intraprendere il mestiere di formatore in questo settore. 
La competenza professionale del Formatore in DBN si esprime prevalentemente in questi principi fondanti:

  • il senso della globalità esistenziale e della visione olistica del ricevente;
  • il senso dell’assidua operatività manuale e dell’equilibrio corporeo per riattivare la vitalità del cliente;
  • il senso della percezione intuitiva dell’energia del ricevente, causa originaria stessa del riequilibrio delle leggi di natura nell’uomo e il senso dell’autoeducazione, base di ogni processo della riconquista e del mantenimento del proprio benessere e della educazione evolutiva nell’essere umano.

In questa ottica (rif. CTS Lombardia 16 luglio 2012)
Rispetto la formazione in altri settori, la formazione in DBN si caratterizza per peculiarità specifiche che richiedono integrazioni mirate. Tali peculiarità si possono sintetizzare nel significato di due parole: Vitalità ed Evoluzione

Vitalità: è un termine centrale e qualificante nella genesi e nell’evoluzione delle DBN; le discipline bio naturali hanno, infatti, determinato, nella nostra epoca di “cultura patologica” (ogni manifestazione della vita diventa “malattia” e quindi tutto diventa “cura” - il cibo, le erbe, i colori,.

  1. la risata ecc.), la nascita e la progressiva affermazione di una nuova cultura, alternativa ma non contrapposta, alla cultura sanitaria prevalente, la “cultura della vitalità”;
  2. Evoluzione: costituisce un altro elemento centrale e qualificante nella pratica delle DBN. Esperienza comune e generale nell’apprendimento, nella pratica amatoriale e professionale e nella formazione DBN è il percorso evolutivo che si innesca e prosegue negli anni e che induce nella persona un cambiamento globale. Questa dimensione ovviamente conferisce e richiede un peculiare carattere al Formatore in DBN. L’immagine che meglio raffigura la sua funzione è quella del “sensei” giapponese, in altre parole “chi percorre la stessa strada, precedendo l’allievo grazie alla maggior esperienza e maggior conoscenza”. A differenza della figura del docente classico che trasferisce la propria scienza all’allievo, rifacendosi alla visione del “maestro”, in altre parole chi è già “arrivato” e osserva seduto dall’alto il percorso del “discepolo”.

La cultura e la pratica delle DBN non affonda le sue radici nella dicotomia aristotelica di opposizione (principio di non contraddizione) su cui si basa la cultura scientifica occidentale. Il modello dualistico occidentale crea un universo di opposti (sano-malato, bello-brutto, giovane-vecchio, introverso-estroverso, dinamico-inerte ecc.); in tale contrapposizione di qualità affondano le radici l’universo sanitario (contrapposizione salute-malattia) e il mondo estetico (contrapposizione bello-brutto, estetismo-inestetismo).

Le DBN affondano invece le proprie radici in un universo di differenziazione complementare che si ispira al principio yin/yang. Le manifestazioni della vita (fenomeni) sono rese possibili solo dalla coesistenza, copresenza, collaborazione delle due “qualità”. Tutti i fenomeni vitali sono yin/yang e la loro singola peculiarità, unica e irripetibile, è segnata dalla sinergia “quantitativa e qualitativa” delle due polarità in continuo cambiamento, in perenne evoluzione.

Il termine “vitalità” non ha un vocabolo di significato contrapposto, a differenza dei termini “salute”, “benessere”, “equilibrio”, “armonia”, ecc.” cui si contrappongono “malattia”, “malessere” “squilibrio”, disarmonia ecc”. Ciò lo rende più idoneo a rappresentare una dimensione originale, anche per l’affinità al significato di termini, propri della cultura orientale, quali Qi, Chi, Ki, Prana ecc.

Un altro termine risponde agli stessi requisiti, il termine“energia”; ma, nel vissuto sociale contemporaneo, è prevalentemente legato al mondo della fisica e risulta deteriorato dall’abuso che se è fatto nella cultura alternativa rispetto a cui le DBN si vogliono riqualificare.

Da tutto questo discende che:

  1. 1La Formazione in DBN si qualifica per proporre agli allievi (come del resto all’utenza nella prassi quotidiana) una nuova cultura, “la cultura della vitalità”; questo modifica profondamente la proposta di operatività del cultore di DBN; non si configura come “colui che cura”, ovvero che interviene per “correggere” i processi naturali e indirizzare lo stato patologico (malattia) verso un decorso positivo (salute) sulla base della propria “scienza e coscienza”; ma come colui che stimola “le naturali risorse vitali della persona”, senza intento e obiettivi razionalmente predeterminati. 
    In questa ottica, termini come “prevenzione (delle malattie) , cura (delle malattie) e riabilitazione (dopo le malattie)” perdono di significato e l’attività dell’operatore DBN assume connotati propri e qualificanti, tutt’affatto diversi da quelli dell’operatore sanitario. Termini come “diagnosi”, “anamnesi”, “prognosi”, “paziente”, “prescrizione”, “farmaco” ecc. non sono evitati per sfuggire a possibili sanzioni legali ma perché estranei e stridenti con una visione della “cultura della vitalità”.
    Lo Shiatsu, il Tuina, la Riflessologia, la Pranopratica, la Naturopatia, il Reiki ecc. risvegliano le risorse della persona presa in considerazione come entità globale, senza la pretesa di predeterminare come e dove e con quali tempi il Chi- Ki-Prana, la vitalità (i soffi nella cultura orientale) andrà ad operare, cioè in “assenza di intento”. Alcune DBN affidano alla pratica manuale questo “stimolo per la piena manifestazione delle risorse vitali”, altre DBN operano prevalentemente con stimoli indotti da prodotti, alimenti, stili di vita, tecniche di movimento e respirazione ecc. ma l’approccio, l’atteggiamento e l’obiettivo sono gli stessi.
  2. Il corretto atteggiamento del formatore in DBN si arricchisce e si integra con 3 nuove dimensioni:
    La dimensione della globalità sia nella visione della persona che nel rapporto con la persona. In sintesi la ricerca e la progressiva conquista di una dimensione di globalità in tutti gli aspetti: 
    Le DBN dominano in maniera precisa e professionale il campo del linguaggio non verbale, dell’energia dell’organismo, del confronto interattivo e del dialogo profondo. Esse non sono solo una vera e propria educazione sensoriale capace di affinare e perfezionare i vari organi di senso, materiali e non materiali, ma sono un atto sociale, un modo trascendentale di stare con gli altri e rappresentano un mondo di cultura di alto valore per l’uomo”.
     La dimensione dell’esperienza diretta. Non può essere formatore nelle DBN chi non mette in pratica o ha praticato a lungo e attivamente la disciplina; 
    Formazione che può essere messa in opera soltanto da esperti del settore delle Discipline Bionaturali, unici a portarsi appresso e rappresentare la tradizione di questo sapere e unici a poter controllare l’operatività professionale di chi vuole intraprendere il mestiere di formatore in questo settore”.
    La dimensione dell’evoluzione: la natura stessa della DBN sottintende una dimensione evolutiva che coinvolge formatore e allievo in un processo comune (il suffisso “do” delle pratiche orientali) 
    La competenza professionale del Formatore in DBN deve essere in grado di offrire, oltre agli aspetti professionali tecnici tipici tradizionali delle forme di intervento delle singole discipline, grazie alla formazione che egli offre, anche precise prospettive evolutive ai suoi “educandi

Sintetizzando: il Formatore in DBN si configura come:

  • Un esperto professionista (ovvero un Operatore nella specifica disciplina);
  • Coinvolto nello stesso processo evolutivo dell’allievo;
  • In grado di proporre e gestire un percorso codificato e personalizzato di esperienze e conoscenze tradotto in competenze e abilità;
  • Che valorizza e sviluppa le risorse individuali dell’allievo;
  • Finalizzato alla padronanza delle competenze comuni alle DBN e specifiche di ogni dicsiplina.

Nel caso di formazione accreditata per definire quali sono le competenze comuni alle DBN e quali proprie di ciascuna disciplina, corre l’obbligo riferirsi alle competenze istituzionalizzate nel QRSP della Regione Lombardia, sezione competenze libere e indipendenti.

EFFETTUARE TRATTAMENTI/CONSULENZE CON TECNICHE DI (DISCPLINA SPECIFICA) FINALIZZATE ALLA PIENA ESPRESSIONE DELLA VITALITÀ DELLA PERSONA.

 Conoscenze

  1. Modelli culturali di riferimento per le DBN (cultura della vitalità) e delle tecniche di (disciplina specifica);
  2. Metodologie e Tecniche di (disciplina specifica)
     
  3. Metodologie di autogestione del proprio equilibrio vitale;
     
  4. Regolamentazione di settore validata dal Comitato Tecnico Scientifico in attuazione della L.R. n. 2/2005 “Norme in materia di discipline bio-naturali” .

Abiltà

Applicare tecniche di interazione col cliente secondo i modelli culturali di riferimento;

tilizzare procedure e tecniche manuali libere e codificate per il trattamento (disciplina specifica);

Applicare tecniche di centratura e percezione nel rapporto con il cliente;

Applicare una condotta etica e responsabile nella relazione col cliente Applicare la regolamentazione di riferimento.

All’interno delle competenze sopra articolate possiamo considerare:

a Competenze comuni alle DBN quelle indicate nei punti 3) e 4) e parzialmente quella indicata al punto 1), ovvero quella riferita alla “cultura della vitalità”;

b Competenza specifica della singola disciplina è quella indicata al punto 2; per la parte specifica di ogni disciplina integrativa alla “cultura della vitalità” quella indicata al punto 1).

Tutto ciò premesso essendo questo lavoro finalizzato alla istituzione di un registro regionale di Formatori in DBN, dovendo comunque identificare i requisiti del Formatore, necessita far riferimento alle norme regionali vigenti in ambito di formazione professionale accreditata, pertanto si propone:

IL FORMATORE IN DISCIPLINE BIONATURALI (rif. CTS Lombardia 16 luglio 2012)

Art. 1 – PROFILO DEL FORMATORE IN DBN 1
1. Il Formatore in Discipline BioNaturali è un professionista esperto e competente in ambito di formazione di una o più DBN. Gli orientamenti operativi e le capacità pratiche corrispondono a sue abilità e competenze, acquisite nell’area specifica delle Discipline Bio Naturali, costituiti da puntuali procedure tecniche formative delle DBN stesse e soltanto ad esse collegate, codificate grazie all’esperienza pluriennale di enti di formazione e di associazioni professionali di settore operanti sul territorio nazionale che hanno maturato, e positivamente sperimentato, l’efficacia di percorsi formativi specifici a cui si può fare riferimento, oltre a norme e/o procedure vigenti che regolano la formazione professionale in ambito di DBN. 
2. In prevalenza, secondo le esigenze formative di ogni disciplina, la formazione del Formatore si basa sulla frequentazione dello specifico corso di Operatore BioNaturale cui si aggiunge la specifica attività formativa di Formatore, oltre all’esperienza come “tirocinante”, svolta il più delle volte, nell’ambito dell’ente che ha curato l’intero processo formativo. 
3. Ogni Disciplina BioNaturale può codificare percorsi di formazione e iter di qualificazione diversi derivanti da esigenze formative e specificità della disciplina stessa. Nel caso di percorsi formativi non ancora codificati, si procederà a consultazioni tra enti di formazione e associazioni professionali rappresentate nel Comitato Tecnico Scientifico per la definizione dello standard minimo.

Art. 2 - Registro Regionale dei Formatori in DBN (rif. CTS Lombardia 16 luglio 2012) 
Al fine di tutelare l’utenza salvaguardando la qualità della formazione nell’ambito dell’area delle Discipline BioNaturali si istituisce un Registro Regionale dei Formatori in DBN diviso per sezioni a seconda della disciplina in oggetto. Alla presenza di discipline multidisciplinari il registro può prevedere delle “sottosezioni”. Per i criteri minimi di ammissione ai registri dei formatori si fa riferimento a quanto stabilito dal Decreto regione Lombardia n. 9749/2012.

Il decreto n. 9749/2012 riguardo ai requisiti come formatore stabilisce: “FUNZIONI DI SISTEMA DI CUI L’OPERATORE DEVE ASSICURARE LA DISPONIBILITÀ ALL’AVVIO DEI PERCORSI EROGATI

FORMATORE
Area di attività:

  • Analisi dei fabbisogni formativi;
  • Progettazione interventi formativi;
  • Erogazione azioni formative;
  • Accertamento e valutazione esiti di apprendimento;
  • Predisposizione strumenti ed attrezzature.

Requisiti minimi alternativi:

a Diploma di laurea congruo all’area formativa;

b Diploma di istruzione secondaria superiore o diploma Istruzione e Formazione.

Professionale (IeFP) ed esperienza quinquennale nel sistema di Istruzione o di IeFP, congrui all’area formativa. 
In aggiunta a quanto sopra descritto in ambito DBN, si propone quanto segue:
 
Requisiti Formatore:

  • Formazione nella disciplina (corso per operatore o equivalente);
  • Specifica formazione come insegnante/formatore;
  • Documentazione attività lavorativa come insegnante/formatore;
  • Aggiornamenti periodici;
  • Rispetto codice etico e deontologico del Formatore.

Allegato 2
Registri dei Coordinatori Didattici e degli Assessor di DBN (rif. CTS Lombardia 16 luglio 2012)
Premesso che
IN AMBITO DI CERTIFICAZIONI FORMALI DELLE COMPETENZE
Per apprendimento FORMALE si intende quello che si attua nel sistema di istruzione e formazione e nelle università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, e che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica o diploma professionale, conseguiti anche in apprendistato a norma del testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, o di una certificazione riconosciuta. Rientrano nell’apprendimento formale i percorsi di formazione continua permanente specializzazione regolamentata e abilitante e i tirocini curriculari ed extracurriculari.
Per apprendimento NON FORMALE si intende quello caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi indicati nell’apprendimento formale, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato, del servizio civile nazionale e del privato sociale e nelle imprese.
Per apprendimento INFORMALE si intende quello che, anche a prescindere da una scelta intenzionale, si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nell'ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero.

CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA IN AMBITO FORMALE
I percorsi e le azioni di formazione continua permanente specializzazione regolamentata e abilitante si concludono con una o più prove finalizzate all’accertamento della o delle competenze definite in sede di progettazione. Se l’allievo acquisisce tutte le componenti di una competenza in termini di abilità e conoscenze ha diritto al rilascio della certificazione. La certificazione avviene tramite rilascio di specifico Attestato di competenza, ai sensi del D.D.U.O. 12453/2012.

CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA IN AMBITO NON FORMALE E INFORMALE
Il processo di certificazione di competenze in ambito non formale informale ha lo scopo di certificare con l’attestato regionale competenze che il cittadino ha acquisito in un contesto non formativo. 
Rientrano nell’ambito dell’apprendimento non formale e informale l’attività lavorativa, il servizio civile, il volontariato, il tempo libero ecc. 
Il processo di certificazione delle competenze in ambito non formale e informale può essere attivato esclusivamente da enti accreditati per i servizi al lavoro e si articola in cinque fasi:

  1. Presentazione della domanda da parte di un cittadino a un Ente accreditato per i servizi al lavoro;
  2. Valutazione della domanda e coerenza con la competenza da certificare;
  3. Costruzione del portfolio delle evidenze (ossia le prove che dimostrano l’effettivo possesso delle competenze);
  4. Valutazione della documentazione e verifica, eventualmente anche con specifiche prove, alla presenza di un assessor nominato dall’ente (è possibile che l’assessor richieda eventuale integrazione della documentazione);
  5. Rilascio della certificazione.

Gli enti accreditati ai servizi al lavoro dovranno garantire requisiti aggiuntivi rispetto allo standard di accreditamento, funzionali al processo e all’attività certificatoria:

  • Un addetto all’accoglienza, un tutor e un certificatore delle competenze che abbiano, altresì, puntuale conoscenza del sistema di certificazione delle competenze in ambito non formale e informale;
  • Una rete di assessor con esperienza almeno decennale nel settore di riferimento, i quali garantiscano l’attività di assessment.

I requisiti necessari sono esplicitati nel nuovo decreto sull'accreditamento DDUO 9749 del 31 ottobre 2012. Il modello di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali è applicabile alle competenze previste nel Quadro Regionale degli Standard Professionali (QRSP), con esclusione di quelle concernenti figure regolamentate e/o abilitanti.

Oltre a quanto sopra indicato, per le procedure concernenti la certificazione delle competenze in ambito Non Formale Informale in DBN ulteriori riferimenti sono:

Il decreto 4669 (allegato A) recita:
Per iscriversi al Registro degli enti di formazione in DBN è necessario presentare apposita domanda al Consiglio Direttivo del C.T.S. 
Tutti gli enti richiedenti devono allegare alla domanda una dichiarazione di impegno a conferire incarichi esclusivamente a docenti e personale direttivo selezionato tra i professionisti con documentata esperienza nella disciplina o nelle discipline bio-naturali oggetto del percorso formativo. L’ente di formazione che dovesse disattendere tale impegno sarà automaticamente escluso dal Registro degli enti di formazione dal Comitato tecnico scientifico
.”

Interpretando il decreto estendendolo a tutto il personale coinvolto nel processo formativo e di certificazione in ambito DBN, ne consegue la necessità di definire i criteri di qualificazione dei coordinatori didattici e degli assessor in DBN anche al fine di istituire specifici Registri Regionali.

Pertanto i requisiti stabiliti dalla Regione Lombardia costituiscono un parametro minimo indispensabile ma vincolante rispetto a eventuali integrazioni di parametri aggiuntivi, richiesti e/o motivati dalle peculiari caratteristiche della formazione in DBN.

Requisiti per l’iscrizione nel Registro dei Coordinatori Didattici
Al fine dell’iscrizione al registro regionale, il Coordinatore Didattico, in aggiunta a quanto stabilito dal Decreto 9749/2012, deve aver maturato specifica esperienza di coordinamento in ambito DBN per almeno 5 anni.

Requisiti per l’iscrizione nel Registro degli Assessori:

  1. Esperienza professionale almeno decennale nel settore di riferimento, a garanzia dell’attività di assessment;
  2. Presentazione di una associazione professionale o di una azienda operativa nel settore;
  3. Conoscenza della normativa regionale in materia di Certificazioni di Competenza.

N.B. I requisiti enunciati sono tali da “contenere” i requisiti previsti dalla normativa regionale; i requisiti addizionali, sia quantitativi che qualitativi, hanno le caratteristiche di rispondere alle esigenze peculiari della formazione e della valutazione delle competenze in DBN.

Riassumendo, facendo anche riferimento al documento concernente il Formatore DBN definito a parte, le figure da istituzionalizzare con specifici Registri regionali sono 3:

  1. Il Formatore in DBN;
  2. Il Coordinatore Didattico in DBN;
  3. L’Assessor per la Certificazione delle Competenze in DBN.

La formalizzazione dei 3 Registri, gestiti dal CTS, potrà diventare un importante riferimento e un’affidabile fonte di reclutamento per gli Enti di Formazione Accreditati e non Accreditati iscritti ai Registri Regionali per ottemperare alle prescrizioni del decreto 4669 citati nella premessa).

La Regione, su proposta del CTS, potrà istituzionalizzare, se lo riterrà opportuno, i 3 Registri facilitando e indirizzando la scelta degli Enti di Formazione ai professionisti iscritti nei rispettivi Registri, al fine di tutelare la qualità della formazione nell’interesse dell’utenza, degli enti accreditati stessi e quindi di Regione Lombardia e di tutto il settore DBN, con risvolti positivi anche a livello nazionale.